Wellness: moda, tendenza o business?

Turismo d’Italia       11-2007

Di tutto un po’ per un segmento in crescita.
 Ecco alcuni utili consigli da prendere al volo

 

images tenue.jpgWellness, parola magica che per molti significa soddisfazione di un bisogno a volte insostenibile di armonia psicofisica, relax e recupero energetico, bellezza e ringiovanimento; ma per qualcun altro significa business e guadagno. Un indicatore della crescente importanza del settore benessere è il numero di eventi, fiere e manifestazioni dedicate al wellness e al fitness: solo nei primi tre mesi del 2007 si sono tenuti in Italia ben 23 eventi e fiere di rilievo nazionale. Nel corso del 2006 le manifestazioni solo in Italia sono state 40.
L’attenzione al benessere, alle tecniche metodologie per raggiungerlo, dilaga e l’industria del wellness viaggia ormai a livelli altissimi in tutto il mondo.

In Italia si moltiplicano i centri di benessere con formule “one-day”, le varietà di linee di prodotti per il corpo, di terapie e massaggi, gli articoli sul benessere che riempiono le pagine dei giornali e delle riviste, non solo di settore, le aziende che mettono a disposizione dei dipendenti fitness corner, se non addirittura spazi dedicati esclusivamente ai trattamenti benessere. Anche gli aeroporti hanno fiutato il business e da oggi si può impiegare il tempo d’attesa concedendosi un messaggio o una maschera di bellezza. Osservando le tendenze di consumo emerge un aumento del livello di spesa per il “prodotto benessere”: terme, palestre, centri benessere, massaggi, cure estetiche, discipline e terapie orientali di rilassamento, educazione alimentare. Secondo Rodale, gruppo multimediale americano specializzato, l’Italia è al quinto posto mondiale per numero di consumatori di prodotti e servizi di wellness, con una spesa pari a 14 miliardi di euro. Non si tratta più né di moda, né di tendenza. Si tratta di realtà. E che dire del settore turismo?

Molte sono le strutture del mondo dell’ospitalità che si sono attivate per approfittare delle potenzialità del benessere anche a fronte di un sistema di vacanza modificato: periodi temporali più corti ma ripetuti nel tempo, strettamente connessi alla ricerca di una migliore qualità della vita durante tutto l’anno, non solo nei periodi tradizionali delle ferie.

Un tempo prerogativa delle località termali, oggi tutti gli alberghi sono dotati di spa e di ambienti dedicati al benessere raffinati e completi. Ma anche gli alberghi a prezzi più raggiungibili, quando nascono o subiscono profonde ristrutturazioni dedicano uno spazio sempre più importante al wellness, considerato un requisito indispensabile. Spesso è il cliente stesso a richiedere la presenza della spa valutandola un elemento fondamentale nel concetto di “hotel di qualità”.

Attenzione, però: non è sempre conveniente decidere di inserire uno spazio wellness nella propria struttura. Vediamo perché.


Innanzitutto è necessario ricercare uno sviluppo qualitativo piuttosto che quantitativo. Questo significa che lo spazio dedicato al benessere deve avere dei requisiti minimi inderogabili, sia in termini di ampiezze che di offerta di servizi. Spesso invece, gli albergatori vengono spinti dal timor di non riuscire a mantenersi competitivi sul mercato. Quindi decidono che per la loro sopravvivenza è necessario un centro benessere a tutti i costi, anche senza rispettare quei criteri base che andiamo a sviluppare ne dettaglio.


Spazio e dimensioni

Indicativamente, la superficie adeguata per realizzare un centro benessere funzionale è di 100 mq.
Esistono anche realtà di 50 mq, ma in questo caso non si parla di centro ma semplicemente di area benessere.
Sotto questa metratura non è assolutamente consigliabile andare. Ciò, non solo in considerazione del fatto che esistono superfici “obbligatorie” da destinare a spogliatoi, vani tecnici e servizi, ma soprattutto perché viene a mancare totalmente lo scopo primario del centro benessere:
un’oasi di relax e tranquillità, un ambiente accogliente e confortevole, uno spazio accessibile e funzionale che renda “unico” il soggiorno dell’ospite. Il rischio nel quale incorrono gli operatori è quello di farsi ingolosire dalle proposte “appetitose” di fornitori poco professionali, che si improvvisano esperti nel progettare e gestire un’area dedicata al wellness.
Il risultato? Un ambiente soffocante, corredato di attrezzature miniaturizzate adatte a un uso casalingo e non professionale, caratterizzato inoltre, da una sovrapposizione di saune o idromassaggi senza alcun criterio compositivo né di comfort. L’effetto: un cliente insoddisfatto e l’immagine dell’hotel rovinata.

Coerenza con lo stile della struttura

Un errore molto frequente è la realizzazione di un centro benessere all’avanguardia, all’interno di un hotel vecchiotto e “acciaccato”, allo scopo di migliorare l’immagine della struttura.

Questa scelta però porta al risultato esattamente opposto a quello sperato: un centro benessere totalmente slegato dall’identità della struttura, quindi qualcosa di accessorio che sottolinea tutti i limiti e i difetti dell’hotel. Come giustificare agli occhi del cliente che ha provato un centro benessere nuovo e funzionale, una camera al contrario vecchia e poco accogliente?

Quindi, un centro benessere in hotel, va inserito solo se amplifica una qualità preesistente.


Squadra progettuale

Mettere a punto un progetto dedicato al benessere è un po’ come realizzare un abito su misura. Occorre abbandonare ogni tipo di improvvisazione e valutare attentamente ogni aspetto. Per questo gli operatori devono affidarsi a consulenti che siano in grado di valutare pregi e difetti della struttura alberghiera, realizzare una analisi dei rischi/benefici economici, una precisa definizione degli obiettivi e degli strumenti di marketing necessari, e infine realizzare il progetto concretamente.


Personale e formazione

Per integrare con successo il centro benessere in hotel, deve esserci un equilibrio vitale fra i servizi wellness e la professionalità dello staff alberghiero. Molto spesso, il personale del centro benessere è esterno all’hotel, quindi a prevalere sono le competenze tecniche, mentre sono limitate le capacità che riguardano la gestione delle relazioni con la clientela e la comunicazione (verbale e non verbale). La soluzione: investire in formazione e aggiornamento continuo del personale accrescendone la motivazione, lo spirito di squadra e di conseguenza migliorandone la performance.

 

Wellness: moda, tendenza o business?ultima modifica: 2009-03-10T11:49:00+00:00da cindy164
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